Se il buon senso é raro quanto il genio, come afferma Ralph Waldo Emerson, possiamo tranquillamente affermare che non abbiamo né l’uno né l’altro. La dimostrazione sta in questi ingredienti: 1) scegliere una meta lunga e faticosa fra le altre; 2) trovare il veloce e irriflesso consenso da parte degli altri; 3) affrontare tale meta in una giornata molto calda. Ebbene oggi tali ingredienti sono stati messi assieme e si sono materializzati nell’uscita più stancante fra quelle fatte finora.
Ingrediente 1) scegliere fra Randino (vedi la puntata precedente), Poggio di San Francesco, Piana degli Albanesi e Ficuzza. Naturalmente la scelta è caduta su Piana degli Albanesi e Ficuzza, già la più lunga e faticosa sulla carta, che adesso denominiamo dei due laghi (lago di Piana e lago di Scanzano, appunto).
Ingrediente 2) nessuno ha protestato. Ingenuamente abbiamo iniziato a pedalare, incuranti dei dolori ai quali andavamo incontro.
Ingrediente 3) oggi si sapeva che il termometro si sarebbe innalzato a 34-35 gradi, più delle giornate precedenti. Quindi il rischio della disidratazione non era stato ben calcolato.
Allora: Contrada Amalfitano, una volta affrontata la salita “a gambe fredde” che affianca la cava di Consuona (è la seconda volta…). Strada interna fino a Misilmeri, salita verso Belmonte Mezzagno e proseguimento per contrada Pianetto (rifornimento d’acqua da una flebile sorgente) e Santa Cristina Gela. Lì Angelo ci aspettava da un pò. Scherzando diceva che aveva pensato che avessimo imboccato, io e Michele, la strada del ritorno! Discesa – accidenti, troppo breve – fino al bivio per Piana e Corleone. Scegliamo la direzione per Corleone-Ficuzza, dove inizia una temibile salita, già affrontata altrove (Michele assieme al grande Michele Di Cristina, e io e Angelo, assieme a Michele Di Leonardo, avvolti dalla nebbia, per fortuna). Facciamo qualche foto e Michele si esercita a realizzare qualche video durante la pedalata. Scolliniamo e affrontiamo una bella discesa e qualche falso piano fino a trovare la svolta per Ficuzza, sulla Corleonese-Agrigentina. Nessuno di noi lo dice ma il caldo si fa sentire e le gambe sono rigide e dolenti (in dialetto potrebbe rendere il termine “‘nsuvaruti”). Arriviamo a Ficuzza al “solito” bar che aveva visto già protagonista un Angelo particolarmente affranto. Siamo cotti e, fra il serio e il faceto, progettiamo di farci venire a prendere con qualche auto. Ma troviamo una fontana con acqua rinfrescante e rigenerante. Beviamo moltissimo e rinfresciamo anche le nostre bici, surriscaldate anch’esse. Ci rifocilliamo con cornetto, crostata, caffè e acqua – ancora!! – gassata. Scattiamo qualche foto nei paraggi e un conoscente “immortala” pure noi. Mah, continuiamo? Sì, continuiamo! Nella bella discesa incontriamo il lago di Scanzano e il bivio per Godrano (Cosa si può fare a Godrano? 🙂 ). Salita, ahimè, per Marineo. Nuovamente discesa. Piuttosto che proseguire per l’asperrima salita dopo il cimitero di Bolognetta – come inizialmente e ingenuamente preventivato – Angelo affronta con spavalderia lo scorrimento veloce. In fila indiana scendiamo in effetti velocemente – ma non era pericoloso? – fino a deviare per la strada interna Misilmeri-Bagheria. Affrontiamo la salita con i tempi “giusti”, tranne Angelo che dice di avvertire mal di testa. Comunque come al solito è avanti e non lo vediamo più, fino all’arrivo. Sicuramente a quest’ora, di pomeriggio, starà ancora pedalando, chissà, nei pressi di Cefalù… in attesa della partita della finale degli Europei di calcio.
Ecco, speriamo che i nostri azzurri siano più coscienziosi di noi e vinca il migliore!!
Km: 92,40 – Media : 16 Km/h – Tempo impiegato: 05:35:49 – KCal: 3777!