Tappe previste

  1. Partenza alle ore 21 del venerdì 20 luglio (dobbiamo essere al porto introno alle 19). Traghetto Palermo-Genova.
  2. Sbarco a Genova il sabato 21 luglio intorno alle 17.
  3. Genova-Pamplona in auto: autostrada A64, 1.174 km, 12 ore circa. Vedi Google Maps.
  4. Pamplona-Roncisvalle. Come arrivare…
n. Data Località e temperature * Km Diff. Note
1
dom 22/07
Roncisvalle (10°-20°) – Pamplona (13°-23°) Pamplona – Estella (14°-25°)
88
■■■ Purtroppo la domenica non c’è il servizio pullman da Pamplona a Roncisvalle…
Alto del Perdon – La fontana delle “Cantine di Irache
2
lun 23/07
Estella – Logrono (16°-28°) Logrono – S. Domingo (14°-24°)
100,5
■■■
3
mar 24/07
S. Domingo – Burgos (16°-29°)
76
■■■■ La cattedrale di S. Domingo de la Calzada (i galli che cantano in chiesa) – La cattedrale di Burgos
4
mer 25/07
Burgos – Carrion (16°-31°)
83,5
■■■
5
gio 26/07
Carrion – Sahagun (16°-31°)
Sahagun – Leon (14°-29°)
97,5
■■
6
ven 27/07
Leon – Astorga (14°-29°) Astorga – Ponferrada (13°-27°)
105
■■■■ Monumento al pellegrino ciclista – Puente y Hospital de Orbigo – Rabansl del Camino (antica sede dei Templari)  La Cruz de Hierro
7
sab 28/07
Ponferrada – O Cebreiro (21°-35°)
55
■■■■  Santa Maria la Real a O Cebreiro
8
dom 29/07
O Cebreiro – Sarria (12°-25°)
Sarria – Portomarin
67
■■
9
lun 30/07
Portomarin – Palais de Rei (10°-22°)
Palais de Rei – Arzua (11°-21°)
52
■■■
10
mar 31/07
Arzua – Santiago de Compostela (12°-20°)
34
■■
11
mer 01/08
Santiago de Compostela – Finisterre Se il giorno indicato non è stato utilizzato in precedenza e ci sentiamo in forze, possiamo prendere un pullman o noleggiare auto per raggiungere Finisterre.

* Le temperature minime e massime delle varie località sono quelle indicate dalle previsioni di meteo.it e riguardano la giornata di 19 luglio 2012.


Livelli di difficoltà

■■ – media
■■■ – impegnativa
■■■ – molto impegnativa\massima

Consigli utili

Diversi consigli utili che ho trovato in lastradainsalita.it.

  1. Dosa bene le tue forze durante la giornata: al mattino presto fa freddo quindi copriti, nel primo pomeriggio fa davvero caldo, verso le 18:00 conviene che tu sia arrivato a destinazione, né troppo prima (perché comunque hanno la precedenza quelli a piedi e gli albergue non ti sanno dire subito se potrai dormire da loro), né troppo dopo (perché troverai tutto pieno).
  2. assolutamente pantaloncini rinforzati da ciclista, sembra un suggerimento banale ma non lo è affatto; prendi acqua ad ogni paese; quando sei stanco passa sull’asfalto della statale anzichè sul sentiero.
    Soprattutto non ti abbattere; i primi tre giorni sono duri, ma poco alla volta imparerai a gestire il Cammino al meglio.
    Non caricare troppo le borse e trova un metodo perchè siano restino ben agganciate anche con le sollecitazioni dello sterrato.
    Ultimo consiglio: non fermarti troppo a pranzo, perchè gli ostelli si riempono presto.
  3. Le bici sono relativamente al sicuro. Per sicurezza, chiedi sempre all’albergue se c’è lo spazio apposito dove lasciarle la notte.
    Per i lucchetti, ti consiglio vivamente di fare un giro da Decathlon o negozi simili. Io ho comprato un praticissimo lucchettino a combinazione senza chiave.
    Durante il nostro cammino non abbiamo sentito di episodi di furto o danno.
  4. Per il ritorno l’aereoporto di partenza è quello di Santiago, che è quasi sul cammino e dista 10 km dal centro.
    Noi l’aereo l’abbiamo prenotato da casa, tramite internet.
    Portare la bici sull’aereo non costa moltissimo, una trentina di euro al massimo; va messa smontata dentro una scatola che si può comprare all’aeroporto e costa 5 euro.
  5. Maggio-Giugno è decisamente un ottimo momento per intraprendere il cammino. Noi, purtroppo, siamo partiti alla fine di Luglio-inizio Agosto e abbiamo incontrato un caldo afoso. Sia le guide che i pellegrini consigliano proprio il periodo che dici tu e sconsigliano quello che abbiamo fatto noi sia per quanto riguarda il clima che per il “traffico” generale sul cammino.
  6. Io vi consiglierei di preparare borse il più possibile leggere e poco ingombranti. Le nostre pesavano in tutto (sacco-lenzuolo, aciugamano, vestiti, ciabatte, maglia, impermeabile, attrezzi per la bici, biancheria, sapone e igiene personale) 7/8 kg. Il sacco a pelo nella stagione estiva non è fondamentale, nei pochi ostelli dove fa freddo (es tendopoli di Roncisvalle, Rabanal) potete dormire vestiti. I letti hanno sempre copri- materasso e i cuscini la federa, certo non bisogna fare troppo gli schizzinosi. Tanto alla sera si è cosi stanchi che va bene tutto..
    Non sempre vengono fornite le coperte, io opterei quindi almeno per il sacco-lenzuolo ( se vi sta il sacco a pelo, ancora meglio)

Come arrivare a Roncisvalle da Pamplona (da www.fuggire.it)

Da Pamplona a Roncesvalles c’è soltanto una compagnia di bus che va questo tragitto (e che carica anche le biciclette naturalmente con un sovraprezzo di 3 euro). La compagnia si chiama Autocares Artieda (Altivar S.L.) (tel: 948 300 287 – http://www.autocaresartieda.com) in un ora arriva a Roncesvalles. Tutti i giorni lavorativi parte alle 18,00, il sabato alle 16,00 e la Domenica non c’è servizio.
Altrimenti c’è il radiotaxi (http://www.radiotaxipamplona.com/camino.html) che costa (la corsa non a persona) dalle 40 alle 60 euro per Roncesvalles e 30/40 euro in più per arrivare a San Jean.
Ci sono anche taxi specializzati in questo tragitto con trasporto di bici: Francisco Martínez (tel 649 725 951 / 948 790 386) ha veicoli a 9 posti con traporto massimo di 3 biciclette, anche Fermin (Tel: 609 447 058) ha un veicolo di 6 posti (prenotarlo in anticipo).
L’ultima alternativa …è quella di farsela in bici, sono 47 km di sali e scendi (vi conviene????)

Martedì 17 luglio 2012 – S. Stefano Camastra in solitaria

Sarà stato il tempo nuvoloso e quindi la temperatura più fresca, sarà stata l’energia accumulata prima della partenza ma oggi ho deciso di sfidare me stesso, ‘cavalcando’ la statale 113 con la mia bici da corsa fino a Santo Stefano di Camastra. Con il mio passo sono arrivato alla meta e tutto sommato il mio fisico ha risposto in modo soddisfacente.

Da solo inoltre ho potuto meglio approfondire le ragioni del viaggio che fra poco intraprenderemo. Da soli difatti non si parla, non si fanno battute, non si utilizza l’ironia, ma si medita. Il paesaggio aiuta…

Sono partito alle 6,30 circa, sono arrivato a Santo Stefano di Camastra intorno alle 10,10. Mi sono concesso una lunga pausa a un bar, mangiando un cornetto e prendendo un caffè e una granita al limone (ottima!), leggendo il Giornale di Sicilia per intero e poi, intorno alle 11,15 ho intrapreso la via del ritorno. Mi sono fermato alla fontana presso l’hotel Santa Lucia di Cefalù, buttandomi tanta acqua addosso e poi a Termini Imerese, per bere qualcosa.

Speriamo di essere dimagriti almeno di qualche grammo:-))

Km: 183,39 – Media : 22,1 Km/h – Max velocità: 52 Km/h – Tempo impiegato: 08:17:18 – KCal: 4891!

Domenica 15 luglio 2012 – Randino e Todisca

Questa è l’ultima domenica in terra patria. Difatti dal prossimo venerdì la nostra avventura inizia sul serio! Quindi, se la serietà é rimandata a quella data possiamo permetterci di ‘babbiare’. Quindi un tragitto breve, di tutto riposo, anche perché uno di noi dovrà ritornare presto, per festeggiare l’anniversario di matrimonio (17 anni, pochi rispetto agli altri…). Tragitto breve non significa semplice e noi siamo bravi a complicarci la vita.

Appuntamento alle 6 e partenza per Randino, che io e Angelo abbiamo già sperimentato, senza bagagli ingombranti come la volta precedente. Io ho sostituito il copertone anteriore dopo le ennessime forature – speriamo bene – e Michele ci presenta una novità: “Vi devo parlare”, con aria melodrammatica. Ci aspettiamo qualche inconveniente ma invece vuol farci vedere la videocamera al casco, per riprendere in soggettiva. In effetti filmerà anche senza volerlo, quindi molto ‘soggettivamente’!!

La salita da Altavilla Milicia dura ben 11 Km ma amministrando le forze e nonostante il caldo afoso riusciamo a raggiungere facilmente il cancello in zona Randino, che non ci permette di procedere oltre. Per nostra fortuna c’è un ragazzo che vaga in solitaria con un cane da quelle parti e chiediamo due cose: dove va la strada oltre il cancello e dove si trova il bevaio di Todisca. Per la prima domanda la risposta é: a sinistra si va verso Sant’Onofrio, quindi dalle parti di Trabia, proseguendo invece dritto si dovrebbe incontrare un lago. Per la seconda domanda dice addirittura che ci condurrà lui nei pressi di Todisca, stando dietro (per non darci fastidio con la polvere che solleva) con la sua auto. Decidiamo quindi di sperimentare Todisca e ‘mal ce ne incolse‘.

Che ci siamo complicati la vita si capisce subito perché la salita verso Todisca non solo è ripida ma è anche molto piena di piccole ghiaie. Queste fanno slittare le ruote costringendoci a spostarci ora a sinistra ora a destra velocemente con il manubrio. Michele filma tutto: Angelo che è più avanti e scende ad un certo punto, poi io che non voglio rischiare e lo stesso Michele quando… cade!! Per fortuna l’andatura alquanto ridotta (dal video sembriamo andare al rallentatore) non gli crea particolari contusioni. Viene aiutato a rialzarsi e prosegue, senza disattivare il video. Pertanto le riprese inquadrano ora lo sterrato ora il tubo piantone della sua MTB. Arriviamo a piedi al bevaio, circondati da mucche e qualche toro scalpitante. Beviamo a volontà l’acqua fresca di Todisca e scendiamo. Piccolo problema con la mia catena che non vuole saperne di allinearsi.

Risultato: pochi chilometri ma non ci siamo fatti mancare nulla, come sempre! Michele deciderà in seguito di sostituire i pedali aggiungendo la parte piana oltre alla parte dell’aggancio al tacchetto della scarpa. Questo é l’insegnamento di oggi: primum, non cadere.

Km: 40,98 – Media : 11,52 Km/h – Tempo impiegato: 03:33:23 – KCal: 1450 circa


Ecco qualche video:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=GkOaFyA15cY&w=560&h=315]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=mW_AFlJPrtY&w=560&h=315]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=jKoLoWt8IWc&w=560&h=315]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=RtxKsHuf4g4&w=560&h=315]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=XDRtiacqIsU&w=560&h=315]

Cosa mi porterò io…

Attrezzatura per la bici:
casco e bandana sottocasco
1 paio di occhiali da sole
1 paio di guanti da ciclista
1 contachilometri
1 orologio-cardio con cintura
1 campanellino
1 fanalino luce bianca anteriore e 1 fanalino d’emergenza (rosso)
2 borracce termiche
1 catena con lucchetto
3 camere d´aria di scorta e kit di riparazione (mastice, gommini, leve per estrarre il copertone forato)
1 kit multichiavi per bici
1 tirante raggi
1 mini pompa e uno spray di auto riparazione (aria compressa)
catarifrangenti per le ruote e per il portapacchi

Abbigliamento da ciclista:
2 magliette a maniche corte da ciclista
2 pantaloncini da ciclista
1canottiera a rete traspirante
1 maglietta a maniche lunghe wind-stopper
1 K-way
1 kit anti-pioggia
2 paia di calze da ciclista

Abbigliamento personale:
1 paio di sandali francescani
2 magliette a maniche corte, di cotone spesso
1 tuta completa (pantaloni lunghi e giacca a maniche lunghe)
2 mutande boxer
1 costume da mare in microfibra
2 paia di calze
1 paio di pantaloni corti con molte tasche

Pulizia personale:
1 confezione sapone marsiglia per l’igiene e per il bucato
1 dentifricio e spazzolino tecnico
2 asciugamani in microfibra (1 piccolo e 1 medio)
1 paio di infradito
2 metri di corda per stendere, 5 mollette piccole
1 rotolo di carta igienica

Per dormire:
1 sacco a pelo tecnico
1 tappetino sotto sacco a pelo pieghevole (a rettangolo)
2 tappi per orecchie

Alimentari di scorta:
10 bustine di integratori sali minerali (MG. K-Vis magnesio e potassio)

Accessori:
1 coltellino tipo svizzero con posate da viaggio
1 block notes piccolo, 1 biro
1 Guida del Cammino
1 libro da leggere: Elio Rindone, Chi è Gesù di Nazareth
1 cellulare con caricabatteria e auricolari
1 bluetooth-torcia-speaker-caricabatterie
cerotti nasali
fascette
cellophan per proteggere le borse in caso di pioggia e graffette per bloccaggio.

Zainetto da portare sulle spalle, che conterrà:
Carta di Identità
Patente di guida
Carta di Credito
PostePay
Credenziale
Tessera sanitaria
Portamonete con soldi per le spese quotidiane
Pillole per pulizia denti veloce
cerotti e garze per abrasioni

Domenica 8 Luglio 2012 – primo collaudo…

Si avvicina la data della partenza e iniziano le trepidazioni… Dobbiamo provare le bici a pieno carico e magari su un percorso abbastanza difficile come Monte Catalfano. In particolare Michele è quello che sente l’esigenza di fare tale prova e ci allerta per tempo, tramite messaggi, il giorno prima. Angelo invece dà prova di indolenza – sicuro di poter risolvere tutto all’ultimo momento in un batter d’occhio, oppure è in altre faccende affaccendato, ad esempio con la preparazione di bottiglie di salsa…

Comunque sia, ci vediamo alle 6 al solito posto, all’inizio di via Diego D’Amico, e constatiamo il grado di ‘pienezza’ delle singole borse. Il più attrezzato è Michele che ha messo dentro di tutto e di più, il meno attrezzato è Angelo. Solo il sacco a pelo, che peraltro poggia in modo sbilenco sulle borse vuote! Io sono nella via di mezzo, avendo già applicato il principio: “E’ necessario portarsi tale oggetto? No?! Allora no!!”. Sacco a pelo tecnico, materassino pieghevole (e non arrotolato) e asciugamani in microfibra mi hanno permesso di inserire quasi tutto il necessario all’interno delle due borse. Michele ha invece preferito inserire una bretella elastica esterna alle borse per poter mettere sacco a pelo e materassino.

Dove andiamo, sapendo questa volta che la giornata sarà particolarmente torrida? Scartata l’idea di fare un giro medio (litoranea di Mongerbino fino a Ficarazzi, ritorno sulla Statale 113 per immettersi nella strada interna di San Lorenzo per salire a Misilmeri e ridiscendere da Villabate), scegliamo il giro breve: litoranea di Mongerbino fino ad Aspra, ritorno per la stessa e salita a Solunto). Iniziamo così ma alla pausa che ci concediamo ad Aspra per la colazione ci facciamo convincere da Michele, con la sua ostinazione a provare Monte Catalfano a pieno carico!

La cosa non mi alletta particolarmente anche perché l’unica volta che vi sono salito ho bucato due volte! Vuoi vedere che…

In effetti, una volta superata una catena di divieto e saliti da una trazzera (contrada Parisi?) arriviamo abbastanza agevolmente nei pressi della cava. Michele sale egregiamente nonostante il carico eccessivo. Dopo lo sforzo, consideriamo tutti che è meglio sostituire le pedivelle con i tacchetti con le pedivelle semplici, da passeggio. Abbiamo un attimo di disorientamento per la stradina da imbucare, di fronte ad un bivio. Cosa faccio io? Buco la ruota anteriore, naturalmente!!  Riparazione abbastanza veloce, grazie anche ad una bomboletta d’aria compressa che aveva Michele. Vuoi vedere che buco un’altra volta? Mah, proseguiamo e facciamo la temibile rampa d’asfalto. Nel frattempo sfreccia Nino M. con la sua auto. Ci saluta appena e forse ci compatisce. Arrivati nei pressi del parco giochi dobbiamo decidere: proseguiamo superando il cancello oppure facciamo il tracciato ‘B’, quello che sale a Monte Irice? Le opinioni divergono, ma risolvo io… forzatamente! Difatti mi accorgo di avere di nuovo la ruota sgonfia. Ho bucato di nuovo e ho poco tempo per arrivare a casa. Qualcuno direbbe che la storia si ripete tale e quale. Saranno i corsi e i ricorsi storici di Vico, l’incessante divenire di Eraclito oppure l’eterno ritorno di Nietzsche, oppure il banale caso, ma si è ripetuto quello che mi era successo più di mille chilometri fa. Ho bucato di nuovo due volte e nello stesso posto!!! Veloce e approssimato gonfiaggio della ruota e discesa verso Bagheria, a casa di Michele. Qui impegniamo almeno un’ora per: bere, pesarci con\senza bici, riparare la mia ruota analizzando con precisione il copertone, smontare le ruote anteriori e metterle dentro la Multipla. Michele è bravo nel trovare anche lo spazio per un passeggero disteso. Ottimo, questa prova ci permette di affermare che almeno l’auto è pronta a portarci lì, dove inizierà il ‘Camino’.

Detto en passant, esilarante era la pedalata di Angelo che, con grazia da ballerino professionista, teneva i piedi quasi in verticale per evitare di urtare un’estremità della borsa sinistra 🙂

Ed ecco i video che abbiamo girato oggi!

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Q1qKYQO2s_4&w=560&h=315]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=D99dnv_WFC4&w=560&h=315]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=FMojVsiQuk4&w=560&h=315]
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=n8wePhfY9EY&w=560&h=315]

Domenica 1 Luglio 2012 – I due laghi

Se il buon senso é raro quanto il genio, come afferma Ralph Waldo Emerson, possiamo tranquillamente affermare che non abbiamo né l’uno né l’altro. La dimostrazione sta in questi ingredienti: 1) scegliere una meta lunga e faticosa fra le altre; 2) trovare il veloce e irriflesso consenso da parte degli altri; 3) affrontare tale meta in una giornata molto calda. Ebbene oggi tali ingredienti sono stati messi assieme e si sono materializzati nell’uscita più stancante fra quelle fatte finora.

Ingrediente 1) scegliere fra Randino (vedi la puntata precedente), Poggio di San Francesco, Piana degli Albanesi e Ficuzza. Naturalmente la scelta è caduta su Piana degli Albanesi e Ficuzza, già la più lunga e faticosa sulla carta, che adesso denominiamo dei due laghi (lago di Piana e lago di Scanzano, appunto).

Ingrediente 2) nessuno ha protestato. Ingenuamente abbiamo iniziato a pedalare, incuranti dei dolori ai quali andavamo incontro.

Ingrediente 3) oggi si sapeva che il termometro si sarebbe innalzato a 34-35 gradi, più delle giornate precedenti. Quindi il rischio della disidratazione non era stato ben calcolato.

Allora: Contrada Amalfitano, una volta affrontata la salita “a gambe fredde” che affianca la cava di Consuona (è la seconda volta…). Strada interna fino a Misilmeri, salita verso Belmonte Mezzagno e proseguimento per contrada Pianetto (rifornimento d’acqua da una flebile sorgente) e Santa Cristina Gela. Lì Angelo ci aspettava da un pò. Scherzando diceva che aveva pensato che avessimo imboccato, io e Michele, la strada del ritorno! Discesa – accidenti, troppo breve – fino al bivio per Piana e Corleone. Scegliamo la direzione per Corleone-Ficuzza, dove inizia una temibile salita, già affrontata altrove (Michele assieme al grande Michele Di Cristina, e io e Angelo, assieme a Michele Di Leonardo, avvolti dalla nebbia, per fortuna). Facciamo qualche foto e Michele si esercita a realizzare qualche video durante la pedalata. Scolliniamo  e affrontiamo una bella discesa e qualche falso piano fino a trovare la svolta per Ficuzza, sulla Corleonese-Agrigentina. Nessuno di noi lo dice ma il caldo si fa sentire e le gambe sono rigide e dolenti (in dialetto potrebbe rendere il termine  “‘nsuvaruti”). Arriviamo a Ficuzza al “solito” bar che aveva visto già protagonista un Angelo particolarmente affranto. Siamo cotti e, fra il serio e il faceto, progettiamo di farci venire a prendere con qualche auto. Ma troviamo una fontana con acqua rinfrescante e rigenerante. Beviamo moltissimo e rinfresciamo anche le nostre bici, surriscaldate anch’esse. Ci rifocilliamo con cornetto, crostata,  caffè e acqua – ancora!! – gassata. Scattiamo qualche foto nei paraggi e un conoscente “immortala” pure noi. Mah, continuiamo? Sì, continuiamo! Nella bella discesa incontriamo il lago di Scanzano e il bivio per Godrano (Cosa si può fare a Godrano? 🙂 ). Salita, ahimè, per Marineo. Nuovamente discesa. Piuttosto che proseguire per l’asperrima salita dopo il cimitero di Bolognetta – come inizialmente e ingenuamente preventivato – Angelo affronta con spavalderia lo scorrimento veloce. In fila indiana scendiamo in effetti velocemente – ma non era pericoloso? – fino a deviare per la strada interna Misilmeri-Bagheria. Affrontiamo la salita con i tempi “giusti”, tranne Angelo che dice di avvertire mal di testa. Comunque come al solito è avanti e non lo vediamo più, fino all’arrivo. Sicuramente a quest’ora, di pomeriggio, starà ancora pedalando, chissà, nei pressi di Cefalù… in attesa della partita della finale degli Europei di calcio.

Ecco, speriamo che i nostri azzurri siano più coscienziosi di noi e vinca il migliore!!

Km: 92,40 – Media : 16 Km/h – Tempo impiegato: 05:35:49 – KCal: 3777!

Domenica 24 Giugno 2012 – Randino

Giornata esplorativa, alla ricerca di percorsi sconosciuti. Avevamo sempre sentito parlare dagli esperti della contrada Randino (in dialetto: “Ranninu”), sopra Altavilla. Io e Angelo, pur non conoscendo la strada, abbiamo deciso di avventurarci.
Alle 6 in punto – è la prima volta – ci dirigiamo verso Altavilla, lungo la SS 113. Entrati in paese proseguiamo sempre dritto e, io memore della strada fatta in auto verso l’agriturismo Case Javuti, sappiamo che ad un bivio dobbiamo girare a sinistra. La strada sale sempre e poi diventa sterrato, pur mantenendo una facile pedalabilità. Anzi, è molto bello ammirare il paesaggio, osservare da quelle alture (in linea d’area all’altezza della famosa torretta di S. Michele) il piccolo golfo di Capo Zafferano. E’ ancora presto e fra le due valli l’ombra ci dona una piacevole frescura. Ecco, dopo circa 10 Km di salita siamo in zona Randino. Ora, che fare? Vediamo un bivio, percorriamo le due direzioni ma entrambe si interrompono subito. In una c’è un grande cancello e nell’altra superiamo un fil di ferro e proseguiamo nella sterpaglia. Angelo deve fare c..cca e io giro un breve video, che rimane segreto! Ritorniamo indietro e facciamo la breve ma temibile salita verso ‘Case javuti’. Qui c’è un bevaio ma tutto è recentito dalla forestale. Decidiamo poi di scendere e ritornare, così io potrò avere pure il tempo di andare a mare. Scendendo incontriamo Enzo e Ciccio che invece stanno salendo proprio verso Case Javuti per poi superare l’ostacolo della forestale e proseguire verso Ciminna. Ecco quindi una strada per le prossime volte. Ci dicono pure che, se avessimo scavalcato il grande cancello, avremmo potuto proseguire verso Trabia.
Risultato: giornata di prova.
Km: 40,70 – Media : 11,67 Km/h – Tempo impiegato: 03:29:12 – KCal: 2200!

Domenica 17 Giugno 2012 – Pellegrinaggio a (quasi) Romitello

Se si potesse dire: “sempre peggio“? Se ad ogni uscita si estendono i km, se viene aumentata la fatica e se la pendenza delle salite sfida la forza di gravità, beh, allora, si può tranquillamente affermare:  “sempre peggio“.

Oggi abbiamo macinato molti Km e soprattutto abbiamo affrontato – non sappiamo con quanto spirito religioso – l’ascensione al santuario di Romitello, nelle alture presso Borgetto. Ma procediamo con ordine. Appuntamento alle 6, per prevenire le ore calde della mattinata (ma è servito a poco, dato che siamo rientrati a casa intorno alle 12,40…). Proposta di Michele D.: Romitello! E Romitello sia, allora. Statale 113, diramazione per Villabate, strada che costeggia l’autostrada, Viale Regione Siciliana e svolta per Corso Calatafimi. Sono già ‘trascorsi’ 15 Km, ma si può dire che qui inizia la vera sgambata! Difatti saliamo fino al bivio di Monreale per girare a sinistra verso Pioppo (questa strada mi ricorda qualcosa, penso!). Sono 12 Km fino al bar del paese. Solo io prendo un caffè, dato che gli amici sono ancora in fase di riscaldamento e quindi pieni di energie! Proseguiamo salendo fino al bivio per Borgetto-Partinico. Giriamo a destra e dopo qualche rampa, ci meritiamo una bella discesa di circa 6 Km (ahimè, la dovremo affrontare al ritorno, però come salita). A Borgetto ci fermiamo per svoltare repentinamente a sinistra, e iniziamo l’ascesa verso il Santuario. Nel frattempo Michele D. ha avvisato telefonicamente un suo amico, Gino, che eravamo nei pressi. Accidenti, alzare gli occhi, durante la salita, era un trauma. I tornanti, così ravvicinati, assumevano un aspetto molto minaccioso. Come se dicessero: volete salire? dovete prima soffrire! La cosa migliore era quindi non agitarsi nella pedalata: rapporti molto agili e basso numero di pedalate al minuto (naturalmente queste ‘sane‘ regole non valevano per tutti, in particolare per Angelo). Si procedeva così piano che due giovani podisti (uno si stava allenando per una gara e l’altro per il calcetto) avevano buon gioco nel superarci. Per un breve tratto, uno di noi è sceso. Ha avuto la mia comprensione. Dopo aver visto, preoccupati, che c’erano delle lapidi in ricordo di defunti – suppongo – prima della meta, arriviamo. Abbiamo fatto 6 Km durissimi, forse mai affrontati prima (secondo Michele D. però Erice presenta asperità simili se non peggiori). Ci siamo fermati, rifocillati (nel frattempo l’amico di Michele D. era arrivato e ci ha offerto acqua fresca e cornetti, graditissimi), Angelo ha rubato qualche banana, e bevuto alla sorgente. Peccato che quello che ci sembrava il Santuario… non era quello! O meglio, era il vecchio Santuario che dopo il terremoto del ’68 (quello famigerato del Belice) era stato abbandonato e ne era stato costruito uno un pò più sopra. Quindi mancava solo un chilometro… Sarà per una prossima volta?!? Ma quanto ad ospitalità Borgetto ci ha offerto ancora altro! Dopo la discesa dal (quasi) Santuario e l’abbandono di Michele Di C. – aveva fretta –  un’amica di Michele D., Anna, ci ha premurosamente invitato a salire in casa loro (“oh Dio, ancora salite!”, ho esclamato io) e, oltre a un bellissimo panorama dal balcone  – si vedeva Giardinello e Montelepre – abbiamo apprezzato albicocche appena raccolte, ciliegie fredde e un rinfrescante sciroppo ripieno di amarene. Così ritemprati, abbiamo ringraziato Anna, la sorella, il fratello, l’arzillo papà di ben 96 anni e abbiamo intrapreso la ex-discesa, adesso ‘salita‘ (come cambiano le cose, pur essendo le stesse!). Ecco però le nuove discese di Pioppo, della circonvallazione di Monreale, di Corso Calatafimi e poi imbocco per viale Regione Siciliana. Le gambe – stranamente – c’erano e, in fila indiana, siamo arrivati velocemente a casa.

Risultato: quasi 100 Km ben fatti!

Km: 98,5 – Media : 17 Km/h – Tempo impiegato (solo pedalata): 5:35:14 – max velocità: 61 Km – KCal: 3765!

Breve video del momento dell’arrivo a Romitello.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=9GaV8KkfsAU&w=560&h=315]

Salita verso Pioppo
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=TvgB_Ko-lu8&w=560&h=315]

Angelo ‘aiuta’ Totò
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=whGblsPinwA&w=560&h=315]

Angelo – a piedi – sfida Totò – in bici
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=UjFZAaLGQKc&w=560&h=315]