Domenica 10 giugno 2012 – L’infiorata a Marineo!

Alle 7 e qualche minuto già il caldo si fa sentire. Non ho dubbi sulla meta di oggi: Marineo, dato che lì è stata realizzata la cosiddetta ‘infiorata‘.

Allora partiamo (anche con la compagnia di Nino, che è tanto forte in bici quanto giovane. Forse le cose vanno di pari passo!!): da Vallone De Spuches a zona Consuona, facendo la forte salita a ‘gambe fredde‘. Tramite una discesa ripidissima, siamo a Misilmeri e imbocchiamo la strada parallela allo scorrimento veloce verso Bolognetta. Qualche passaggio ondulato e poi lo svincolo per Marineo. Ancora un salita di circa 4,5 Km. Arrivati a Marineo, ci dirigiamo al centro del paese, zona Municipio, per ammirare i vividi colori dell’infiorata, a quanto pare preparata di notte dalla comunità marinese. Veramente belli e variegati gli affreschi con i fiori, tutti a caratteri religiosi, tanto che Angelo – è la prima volta – si spinge fino a fare garbate riflessioni sulla morte e sulla paura di morire (i miracoli della bici sono anche questi…). Dopo la pausa caffè, scendiamo a rotta di collo da Marineo fino al bivio di Bolognetta. Ma piuttosto che proseguire per la stessa strada dell’andata propongo di girare dal cimitero, zona Scozzari. Ci aspettano così delle rampe molto dure e uno di noi ha i crampi, tanto che è costretto a scendere dalla bici e proseguire per un tratto a piedi. All’inizio della agognata discesa per Bellacera, altra proposta: scendere per un bivio, fare un pò di sterrato, intravedere la campagna di Angelo, in zona Ciandro, e proseguire fino a Casteldaccia. E’ il cosiddetto giro delle Colline. A Casteldaccia Angelo ci fa fare un giro strano, solo per salutare quasi tutti gli abitanti del paese… Poi, zona dei Valloni e approdo a casa.

Alla fine abbiamo fatto almeno 30 chilometri di salita, su 50 chilometri percorsi!!

Km: 50,5 – Media : 15 Km/h – Tempo impiegato: 3:10:56 – max velocità: 61 Km – KCal: 2222.

Domenica 3 Giugno 2012 – Monte Pellegrino e Mondello

Doveva essere una giornata di riposo? Di leggera ‘sgambettata‘, come si dice in gergo, almeno per me, che avevo già dato ieri? Ovviamente no! ‘Babbiando, babbiando‘ ci siamo diretti verso Palermo e saliti a Monte Pellegrino, oltre il Santuario di Santa Rosalia, cioè al Belvedere. C’era una vista magnifica del golfo di Mondello da una parte e della città di Palermo dall’altra. In particolare, il cimitero dei Rotoli sembrava un anfiteatro. Angelo ho organizzato uno scherzo a Michele D., nascondendogli – mentre faceva delle foto – la sua nuovissima MB. Gli ha preso un colpo… che è stato filmato. Siamo scesi a Mondello e abbiamo gustato l’ormai classico cornetto alle mandorle, complice anche il mio compleanno. Ci siamo diretti quindi per la strada del ritorno, in mezzo al caotico traffico cittadino. Angelo aveva fretta di ritornare e a me è rimasta la sola possibilità di andargli dietro, lungo tutta la SS 113. Ci siamo fermati a casa di Michele D., aspettando i ritardatari per almeno 7 minuti. Poi gentilmente Michele D. ci ha invitato a salire.

Km: 67,15 – Media : 21,1 Km/h – Tempo impiegato: 3:10:17 – max velocità: 48 Km – KCal: ?

La prossima settimana, dove?

Sabato 2 Giugno 2012 – Pioppo e Poggio di San Francesco

Complice la giornata libera – festa di questa nostra martoriata Repubblica – e la bella giornata di sole, ho vagato con la bici, ripromettendomi di andare a Monreale. Ma già ai piedi del Corso Calatafimi decido di dirigermi verso Pioppo, zona che non frequento. Arrivo trafelato fino al bar, dopo 11 Km circa di salita, all’inizio della frazione. Prendo il caffè  e chiedo ad altri ciclisti dove porta la continuazione della strada. Faccio quindi la conoscenza di Angelo, Gigi ed Edmondo i quali mi invitano, per ritornare a Bagheria, a fare un pezzo del tragitto insieme. Ovvero, continuare a salire, passando per Giacalone, riempire le borracce alla ‘Sorgiva’ e proseguire fino allo svincolo che porta da una parte a San Giuseppe Iato e dall’altra al Poggio di San Francesco. Così facciamo. La salita è abbastanza impegnativa – per me –  altri 8 Km circa, ma il passo che ci concediamo ci permette di affrontarla abbastanza agevolmente. L’acqua della sorgente è veramente ottima e lì Edmondo ci saluta per ridiscendere. Proseguiamo verso il Poggio di San Francesco, che si intravede in lontananza. A quanto pare c’è un monastero dal quale si dovrebbe godere una vista meravigliosa. Purtroppo, arrivati lì, i vari accessi sono tutti chiusi. Peccato! Forse è la crisi delle vocazioni… Ci aspetta la discesa, ma facciamo qualche foto. Scorre davanti ai nostri occhi la stupenda riserva della Pizzuta. Le foto scattate non rendono giustizia della bellezza del paesaggio.Arriviamo a Villagrazia, dove Angelo ci offre gentilmente il caffè, lo salutiamo e Gigi e io proseguiamo la discesa fino alla Circonvallazione. Saluto Gigi e proseguo da solo lungo la parallela del viale della Regione Siciliana, Villabate e poi SS 113 fino a casa.

Un bel giro, senz’altro! Da ripetere. Ringrazio ulteriormente i miei compagni di strada anche per le informazioni che mi hanno dato. Fra l’altro, potrò contattare un veterano di escursioni in bici (ma anche a piedi) in tutta l’area siciliana e che proprio l’anno scorso ha compiuto il tragitto per Santiago di Compostela in MB. Un altro consiglio prezioso è questo: piuttosto che comprare le attrezzature da ‘campo’ (sacco a pelo in primis) da AdventureLand, in via Volturno a Palermo, meglio andare al Decathlon di Catania, vicino l’IKEA (Alle porte di Catania). Troveremo di tutto, e a prezzi decisamente bassi!

Km: 75,2 – Media : 18 Km/h – Tempo impiegato: 4:09:56 – max velocità: 54 Km – KCal: 2578.

10 Ottobre 2004

Ringraziamo Ciro Scianna per il video e Salvo Miosi per il montaggio.

Dalla partenza, di notte, fino all’arrivo. PARTE PRIMA

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=kGy55NhX0b4&w=420&h=315]

Dalla partenza, di notte, fino all’arrivo. PARTE SECONDA

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Mh2WlHa0spc&w=420&h=315]

Angelo e la sua ‘potenza’

Non provocate Angelo! Se gli si dice che non può competere con qualcuno, oltre che in salita, anche in pianura, lui affermerà che può e che è capace anche di “torcere i pedali!”. Non lo credete? Allora attivate questo video e vedrete voi stessi come reagisce alle provocazioni.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=U3yOpNEb8ZM&w=420&h=315]

Domenica 27 Maggio 2012 – Lago di Rosamarina e Caccamo

Stesso percorso della domenica precedente fino a Sant’Onofrio, diramazione per Ventimiglia di Sicilia. Subito abbiamo imboccato la prima traversa a sinistra che ci ha portato giù fino al Lago di Rosamarina, detto più familiarmente lago di Caccamo. La strada da asfaltata è diventata sterrata, ma molto percorribile. Ad un certo punto abbiamo incontrato, fra tante mucche, un toro che seppure spaventato, ci sembrava malintenzionato. Siamo saliti sulla ribalta della stradina, ma non potevamo fare altro. Sono intervenuti i pastori che hanno direzionato bene il toro ‘scatenato’ (Angelo non aveva nemmeno fiatato per tutto il tempo!). Piuttosto che percorrere tutto il perimetro del lago – non sapevamo la strada – abbiamo girato a sinistra, attraversato una galleria molto buia e siamo sbucati sulla diga, che è veramente imponente. Gli impiegati che stavano lì ci hanno rassicurati sul percorso per salire a Caccamo. Anzi, uno di loro ci ha consigliato di mettere il rapporto più leggero e di proseguire senza foga, perchè la salita sarebbe stata impegnativa. A quanto pare, era stato un ‘esordiente’ ciclista in gioventù. Comunque, confermiamo la difficoltà della salita!

Angelo ad un certo punto è scomparso e io e Michele siamo stati costretti a inseguirlo fino a Caccamo (piuttosto che scendere a Termini Imerese!!). Al bar, Totò Guarino – con altri di ritorno da Sciara – ci ha offerto gentilmente il caffè. Scesi da Caccamo abbiamo imboccato la SS 113 proseguendo ad andatura abbastanza sostenuta fino a casa. Sintesi: percorso meno impegnativo rispetto a quello della domenica scorsa.

Km: 66,8 – Media : 18 Km/h – Tempo impiegato: 3:39:43 – max velocità: 54 Km – KCal: 2617.

Domenica 20 Maggio 2012 – Eremo di San Felice

Quasi una passeggiata da Bagheria lungo la Statale 113 fino a San Michele Sperone, direzione Sant’Onofrio (“Arbulazzu“) e poi per salire verso Ventimiglia di Sicilia. Ad un certo punto, la deviazione improvvisa per l’Eremo di San Felice. Inizia subito lo sterrato, una forte pendenza e soprattutto delle grosse pietre che impediscono di fatto la pur faticosa ascensione. Ci siamo arresi tutti e abbiamo quindi proseguito a piedi. Arrivati all’Eremo abbiamo ammirato il bellissimo panorama, sebbene la giornata fosse nuvolosa e afflitta da un forte vento. La vista si estendeva dal golfo di Palermo fin oltre la rocca di Cefalù e si vedevano distintamente, in modo più imponente del solito, alcune delle isole Eolie. Una volta scesi –  per un tratto, a piedi – abbiamo proseguito per Ventimiglia e poi svoltato verso Casteldaccia per ‘ammirare’ il pezzo di terra coltivato da Angelo (il quale ha confessato – finalmente! – che vi si reca almeno due volte a settimana in bici!!!).

Km: 65,9 – Media : 16 Km/h – Tempo impiegato: 3:59:47 – max velocità: 59 Km – KCal: 3197.

Habemus… Credential!

Mi è pervenuta via posta la Credential! Un’altro piccolo passo per l’inizio del “Buen Camino“. L’avevo richiesta venerdì scorso. Devo dire, molto efficienti quelli della Confraternita di San Giacomo.

Per Angelo e Michele: poi vi dico come fare per ottenerla.